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Rino Gaetano “spot ,radio”-di radiomuseo 12.11.2025

Rino è una stella del Paradiso,che continua a brillare per sempre anche qui sulla terra illuminando infinitamente il nostro cielo che sarà sempre più blu. Grazie Rino

https://www.raiplay.it/video/2025/11/Tg3-ore-1420-del-20112025-6ed50cf6-e6a3-4a73-b04c-b4f0e1dad3b9.html?wt_mc=2.app.share.raiplay_prg_Tg3.

https://www.raiplay.it/video/2025/11/Tg1-ore-1330-del-20112025-152cb97b-7bca-4384-bc14-f99a520f1cb9.html?wt_mc=2.app.share.raiplay_prg_Tg1.

L’UOMO DIETRO IL CAPPELLO

A comporre il mosaico sono la sorella Anna Gaetano e il nipote Alessandro, insieme ad amici di una vita come Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis, Foffo Bianchi, Ernesto Bassignano e la fotografa Donatella Rimoldi. Accanto a loro, gli eredi spirituali: Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere, fino ai più giovani Napoleone e Giordana Angi. Il viaggio in Fiat 128 di Tommaso Labate nella Calabria di Rino si intreccia con gli sguardi di Andrea Scanzi, Pietrangelo Buttafuoco e Carlo Massarini, mentre le voci narranti di Peppe Lanzetta, Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino restituiscono un Rino più intimo, più poetico, meno addomesticato dal mito.LA COLONNA SONORA DI UNA VITA

Le immagini d’epoca fanno da corredo a un catalogo che si riascolta come una lunga canzone senza fine: “Aida”, “Tu forse non essenzialmente tu”, “Berta filava”, “Nuntereggae Più”, “Agapito Malteni il ferroviere”, “Mio fratello è figlio unico”, “Ahi Maria”, “Ad esempio a me piace il Sud”, “Gianna”, “A mano a mano”. Chi ha saputo dire tutto con l’ironia, ricorda il film, non smette mai di dire qualcosa.

https://www.raiplay.it/dirette/rai3/Rino-Gaetano—Sempre-piu-blu-5cb677ac-cb9b-42a5-9818-3e2f9bbc1909.html

Ricordo un “ragazzotto” sui vent’anni che una sera del lontano 1972 si esibiva sulle MURA di LUCCA all’interno di una serie di eventi del SETTEMBRE LUCCHESE: un piccolo palco, una chitarra a tracolla e la sua voce ruvida con cui cantava timidamente le sue prime canzoni. Mi fermai ad ascoltare e incuriosito chiesi chi fosse quel cantautore sconosciuto: “E’ RINO GAETANO”, mi dissero. Mi piacque subito perché le sue composizioni apparivano molto fluide e genuine; poi tornai a casa con quel ricordo negli occhi che non mi ha mai abbandonato pensando che la storia fosse finita quella sera li. E invece NO, non fu affatto così: pochi anni dopo rividi quel “ragazzotto” in televisione: a CANZONISSIMA, a SANREMO e ospite in altri spettacoli musicali con le sue nuove canzoni che puntualmente CONQUISTAVANO LE CLASSIFICHE ITALIANE… Allora mi ricordai di quel “cantautore sconosciuto” piuttosto timido e ne fui MOLTO FELICE. Purtroppo il suo tragico destino era già segnato nel tempo che inesorabilmente ce lo ha portato via troppo presto. Ciò nonostante in pochi anni di carriera RINO GAETANO ha lasciato “fluttuare” nell’aria alcune melodie che i giovani di oggi hanno catturato “al volo” rendendole IMMORTALI. R.I.P. nel tuo CIELO SEMPRE PIU’ BLU “anima bella e innocente”..!!!

https://www.raiplay.it/video/2026/09/Rino-Gaetano—Sempre-piu-blu-32bc7dbd-207a-43db-b090-7b53c1994b46.html?wt_mc=2.www.wzp.raiplay_vid_RinoGaetano-Semprepiublu.

Un cilindro, una voce ruvida e canzoni che sembravano quasi uno scherzo. Dietro il personaggio di Rino Gaetano c’era però un autore lucidissimo, capace di raccontare l’Italia, le sue contraddizioni e i suoi protagonisti senza mai salire in cattedra. Questa è la storia di un artista che riusciva a dire cose serissime, senza prendersi mai troppo sul serio.

Archiviostanzione Ho avuto l’onore di curare la scenografia e fornire le radio di “E IO CI STO'”di @rinogaetano_official la sceneggiatura,tratta da un vecchio manoscritto del mitico Rino, vita attraversi la visione creativa di @borotalco.tv e @sony.italia un’esperienza incredibile piena di musica ,arte e nostalgia .

Cinquant’anni dopo quel lampo chiamato “Ma il cielo è sempre più blu”, la voce ruvida, lucida e geniale di Rino Gaetano risuona ancora, più viva, più necessaria. E lo fa in un documentario che, dopo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma e l’uscita al cinema, approda per la prima volta in televisione, mercoledì 9 settembre alle 21.20 su Rai 3. Prodotto da Sudovest Produzioni e Indigo Film in collaborazione con Rai Documentari, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission e Ministero della Cultura “Rino Gaetano Sempre Più Blu” non è una biografia, ma un viaggio. Un ritratto scritto da Giorgio Verdelli e Luca Rea, con la regia dello stesso Verdelli. Materiali unici, tra cui l’estratto di una traccia inedita dal titolo “Un Film a Colori – Jet set”, taccuini privati, memorie custodite come reliquie, interviste che sembrano confessioni radiofoniche rubate al tempo: tutto si mescola per raccontare la parabola umana e professionale di un artista capace di raccontare il disagio e la bellezza della sua epoca in modo tagliente. Un cantautore in grado di camminare in bilico tra la voce di Petrolini e quella di Joe Cocker, tra satira e poesia, tra genio e provocazione. “Rino Gaetano Sempre Più Blu” ricostruisce l’uomo oltre il mito, il poeta sotto il cappello, grazie a un mosaico di voci: dalla sorella Anna Gaetano al nipote Alessandro, dagli amici di sempre come Riccardo Cocciante, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Shel Shapiro, Edoardo De Angelis, Foffo Bianchi, Ernesto Bassignano, la fotografa Donatella Rimoldi, agli eredi spirituali come Brunori Sas, Lucio Corsi, Sergio Cammariere sino ai giovani Napoleone e Giordana Angi. Tommaso Labate, a bordo di una Fiat 128 torna nella Calabria di Rino, inquadrando quello scorcio degli anni 70’ con Andrea Scanzi, Pietrangelo Buttafuoco e Carlo Massarini mentre la narrazione di Peppe Lanzetta Claudio Santamaria, Paolo Jannacci e Valeria Solarino – svelano un Rino più intimo e poetico.
Tra un pensiero tagliente e una risata disarmante, la sua voce torna ad accendersi. Nel film, immagini d’epoca che nel raccontare la storia dell’artista ne fanno rivivere la colonna sonora: “Aida”, “Tu forse non essenzialmente tu”, “Berta filava”, “Nuntereggae Più”, “Agapito malteni il ferroviere”, “Mio fratello è figlio unico”, “Ahi Maria”, “Ad esempio a me piace… il sud”, “Gianna”, “A mano a mano…”.  “Rino Gaetano Sempre Più Blu” è una canzone lunga una vita. È un cielo che non smette di diventare sempre più blu. È Rino che torna a parlare. A ridere. A far pensare. Perché chi ha saputo dire tutto con ironia, non smette mai di dire qualcosa.
“Da molto tempo volevo realizzare un documentario su Rino Gaetano, lo avevo conosciuto nel 1978, – ricorda il regista Giorgio Verdelli – diventammo amici e in seguito mi regalò un provino della versione inglese di Gianna. L’intento era quello raccontare Rino a 360 gradi immerso negli eventi dei formidabili anni 70’ e ascoltarlo dai suoi programmi alla radio e nei concerti scoprendo le sue passioni musicali, quella per Pino Daniele, Bob Marley e per Enzo Jannacci che Rino dice di aver visto persino al Derby. Rino Gaetano ha il potere di fermarci in una giovinezza eterna come le sue canzoni col sorriso amaro della consapevolezza che “Tutto cambia per restare sempre uguale”.

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